venerdì 16 maggio 2008

La mia prima uscita cartacea






da "L'eroina è merda che sa di vaniglia" ecco il pezzo di Daniela Rindi...

Lo specchio
di Daniela Rindi


Prendo il coraggio. La mia amica si sarebbe preoccupata di andare a prendere le bambine a scuola, mio marito avrebbe organizzato la cena…tutto a posto. “Mamma, mamma, ma dove vai oggi?”. “Mamma va in un circolo letterario, una riunione d'artisti che leggono poesie e racconti, vado ad ascoltare delle belle storie”. Accettano la cosa, anche se mamma non si allontana mai da loro, ma mamma è anche un po' strana a volte! Mi dirigo alla piccola stazione, compro un biglietto e salgo. Il viaggio non è molto lungo ma porto con me un libretto, titolo “il Segreto”. Non ho voglia di leggere, sto in ansia, chissà se sto facendo la cosa giusta? La gente che passa mi lancia uno sguardo, quasi sorpresa di trovarmi lì. Difatti non c'entro niente con questi pendolari vestiti goffamente, donne troppo truccate, o troppo poco, ragazzi con zaini pesanti e sdruciti, bambini piccoli in piedi, lo sguardo sperduto e la mano alla mamma. Sono una bella donna, elegante, ma non classica, dall'aria pulita e solare e non prendo mai il treno. Arrivo a termini, una passeggiata a piedi, il luogo dell'appuntamento non è molto distante. C'è odore di cibo orientale, molta cipolla fritta, mi prende una leggera nausea, sarà che sono a digiuno. Vado sempre ad acqua il giorno dopo. Il numero 66, toh, guarda, mi ricorda qualcosa. Un gran portone ottocentesco mi guarda cattivo, mettendomi a disagio. Scruto il citofono, niente. Ho sbagliato, era il 66/a. Davanti a me una scala stretta che scende nel sottosuolo, squallida, il pensiero è scontato. Cerco con lo sguardo qualcuno che possa aiutarmi a capire se sono nel posto giusto, ma nessuno sembra accorgersi di me, quasi fossi trasparente. Una donna si sta servendo del caffé da un thermos, un'altra sta componendo un vassoio di pasticcini, una giovane coppia sta parlando a bassa voce, appoggiata al muro. Cerco appigli leggendo i volantini sulla parete…i Dieci passi…da ripetere ogni giorno, come la Preghiera. Oddio! Sono finita in mezzo ad un branco di sfigati moralisti e pure cattolici! Mi decido e domando. Un'arcigna signora mi assicura che sono nel posto giusto, la riunione sta per iniziare. Capisco subito che ci sono dei rituali da rispettare, da setta. La situazione mi piace sempre meno. L'oratore annuncia l'inizio, è la donna arcigna. “Mettiamoci tutti in cerchio e recitiamo la preghiera laica… Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso, la saggezza di conoscerne la differenza”. Poi tutti seduti: “Maria, alcolista, oratore della serata, oggi abbiamo dei nuovi amici, con nuove storie da raccontare, ascoltiamoli…”. A turno si presentano, “ciao sono Paolo, alcolista…. Barbara …alcolista, Rosa… alcolista…” tocca a me, “Daniela… punto!” Mi guardano tutti, ma come non sono una di loro? Colgo lo stupore e aggiungo… “scusate sono nuova, vorrei prima capire”. “Il primo passo per risolvere un problema è ammettere di avercelo!” Risponde la donna arcigna. Si, è vero, infatti, sono qui, anche se continuo ad avere dei dubbi, stronza. E' vero che ho un problema, ma mi dai il tempo di digerirlo e di fare delle considerazioni! Non mi faccio deprimere e mi metto in ascolto. Ho imparato che i maestri non sempre sono coerenti con quello che insegnano, l'importante è quello che tu riesci a capire e fare tuo. Le storie sono terribili, lancinanti, vere storie, di veri disperati, che hanno perso anche l'ultimo treno della vita. L'oratore è colui che ce l'ha fatta, che ha vinto, è un figlio di Dio. Tutti vorrebbero essere oratori. In questa cantina, senza finestre, osservo i loro volti segnati, questa sera molti si siederanno, ancora una volta, davanti alla loro cara e consolante amica, la bottiglia e nient'altro. Sono impressionata, sconvolta, m'immedesimo, mi rattristo, come al solito mi ribello. In questo desolante panorama, mi chiedo con che diritto sono qui a giudicare, pur riconoscendo delle analogie con la mia storia. Io non sono ancora caduta in quest'inferno senza ritorno, è ancora una mia scelta, un libero arbitrio. Passo la parola, non me la sento. Ho la consapevolezza che pochi di loro ce la faranno. Torno alla stazione, la stessa strada, lo stesso odore di cipolla rivoltante…la stessa nausea… una tachipirina e domani si vedrà.

***

Sono un ex attrice, un’ex imprenditrice, spero non un’ex moglie (anche se ci sono i presupposti!), madre di due bellissime bambine, vivo in campagna con sette cani e un solo gatto, ma non chiedetemi perchè. Ho sempre avuto la passione della scrittura, come sindrome di espressività inespressa, di frustrazioni sopite, di sessualità segreta, di autoanalisi mai verificata, dato i costi. Ho capito che scrivere non è questo e da poco mi sono presa sul serio come scrittrice, frequentando seminari, leggendo riviste specializzate, partecipando a forum, inviando racconti. Il risultato? Una flotta di editori a pagamento, chats intellettualoidi che sfociano in bieca pornografia, giovani scrittori talentuosi che ti trattano come un essere poco evoluto, amiche gelose della tua prima pubblicazione che non ti leggono manco a morire, per non parlare del marito che ti preferisce sempre … come eri prima! Insomma scegliere di fare la scrittrice è uno spasso, sto ancora sbellicandomi dalle risate. Che posso aggiungere? Continuerò a farlo alla facciaccia loro!


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titolo: L'eroina è merda che sa di vaniglia
collana temalibero
AA.VV. - ISBN 978-88-95106-24-3 (© 2008 - tutti i diritti riservati ai rispettivi Autori) -
euro 12,00 - pp. 163 - in copertina, "Tema D." by Paolo West, adattamento grafico, di Phab Postini

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slogan, disegni, poesie, canzoni,
riflessioni, brevi testi e monologhi,
racconti legati al tema della DROGA
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Nota
Il materiale raccolto in questa pubblicazione è necessariamente “vario”, come varia è l’umanità che si esprime ogni giorno sul Tema della Droga. Del resto, tutti hanno diritto di parlare e di avere opinioni, o di non averne e pure parlare ugualmente. Di sicuro, quello che balza agli occhi è che alcuni di coloro che ne parlano, si esprimono, emettono “sentenze”, non hanno alcuna idea di che si tratti. Ciò è dovuto alla “non conoscenza” dell’argomento: sia diretta che indiretta. Ne scaturisce a volte un’estrema banalità di pensieri, tracce, riflessioni che sanno tanto di vuoto acerbo, ma che pure, piaccia a no, rappresentano la sostanza semplice di una semplicistica coscienza morale individuale e dunque collettiva. Tra i molti, per fortuna (ed erano e sono propriamente questi il senso e lo scopo di tale raccolta), spiccano diversi interventi, passaggi, espressioni e testimonianze di grande lucidità. E' pertanto a questi ultimi e ai loro rispettivi Autori che va la nostra attenzione e il nostro ringraziamento per avere condito con splendide eccezioni un’insalata di numeri erranti nel contesto sociale.
Paolo West
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Testi di:
Denise Ugliano
Eleonora Lo Iacono
Cristina Donati
Patrizia Scandroglio
Giovanni Catalano
Daniela Rindi
Claudio Giubrone
Selene Coccato
Luca Roncoletta
Francesco Dell'Olio
Stefano Noventa
Manuela Costantini
Andrea Delle Sedie
Paolo Lazzini
Ersilia Cacace
Enrico Faraoni
Fulco Giuseppe
Andrea Cantucci
Gianluca Testa
Ilaria Benecchi
Sara Traverso
Giorgia Cocola
e di:
Marcella Testa
Alessandro Silva
Luciano Somma
Luigi Ventriglia
Vanessa Mele
Giuseppantonio Caruso
Agnese Monaco
Lara Costantini
Carlo Bettari
Giulia Pegoraro
Ludovica Mazzuccato
Adele Pedroncelli (lastblues)
Elena Bulfon
Alessia Bicocchi
Alessandro Dattola
Sara Cattaneo
Marco De Mattia
Roberto Marzano
Vincenzo Corrado
Claudia Casini
Carla Vitantonio (Lucilla)
Simone Manservisi (disegno)

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ordinalo direttamente qui:
http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_ordini.htm

7 commenti:

amor ha detto...

i didn't completely understand, but the part i understood i liked it, and i like you, and i'd like to be your friend, real friend, real life friend

amor

daniela rindi ha detto...

i like you too ando i have no problem to be your real friend in a real life...kisses
Daniela

daniela rindi ha detto...

Grazie Luca, il fine della raccolta è proprio quello di colpire e sensibilizzare sull'argomento droghe. Sono contenta del tuo commento, grazie!

Benny Calasanzio ha detto...

A parte la parte "pedagogica", ammirevole, è la bellezza del racconto, della narrazione che mio ha preso.. è bello, punto, al di là di tutto. Proprio bello :-)

daniela rindi ha detto...

grazie benny! le tue parole mi riempiono di gioia!

MrTree ha detto...

Mi è piaciuto.

Anonimo ha detto...

ciao sono uno degli autori del libro. Piacere di conoscerti :) ho un blog su libero kit&murt, se vuoi vieni a visitarmi. Complimenti x il racconto e per il blog
Giuseppantonio caruso