- Ieri mi è morto un bimbo di sei mesi tra le braccia…- Mi girai verso la ragazza sconosciuta affianco a me. Stavamo entrambe appoggiate ad un parapetto di cemento, fumando. -Si, sai, così piccolo non mi era mai capitato. - - Ma, com'è successo?- -Stava giocando con il padre, all'improvviso ha cominciato a vomitare, è diventato bianco e si è fermato il cuore. Il fumo delle sigarette faceva degli strani disegni nell'aria tersa del mattino. - Ma stava già male?- - Aveva avuto un intervento al cuore appena nato, ma era andato tutto bene dopo.- - Uno si augura di non vivere mai queste cose!- Un orrendo luogo comune mi uscii da questa boccaccia! - Quando ti succedono queste cose, te le porti dentro per un bel po', finché respiri, credo- - Ma sei un medico?- - No un'infermiera, lavoro a Tor Vergata, reparto Terapia Intensiva- - Ah, capisco, ne vedrai di tutte i colori?!- - Già, ma non questa.- Dovrei tagliarmela questa lingua! - Scusami lo sfogo, è stata una nottataccia, ma tu che ci fai qui sopra alle cinque del mattino? - Sono insonne, per non mettermi a guardare la tele, o a stirare, vengo quassù e ammiro il panorama. E' bello! - E tu?- - Ho fatto la notte, stavo rientrando a casa, abito al terzo piano- - Io all'ultimo e non ci siamo mai incontrate!- - Hai una bella vista anche da lì?- Per la prima volta mi sorrise. - Si, ma da casa non è la stessa cosa e poi rischio di svegliare i bambini! - Sei sposata, hai figli?- Cominciavo a sentire un po' di freddo. - Si…- Rispose -Quel bambino era mio figlio, è morto questa notte.- Il freddo fu totale. - Io scendo un attimo a prendere un plaid.- - Va bene - M'incamminai verso la porta del lucernaio. -Ne vuoi uno pure te?- Mi guardai intorno, sparita. Fissai lo sguardo alla balaustra di cemento. -Senti freddo anche tu, vero?-